“La Barocca” …..SCICLI

Elio Vittorini scrive così di Scicli nel suo romanzo le città del mondo « La città di Scicli sorge all’incrocio di tre valloni, con case da ogni parte su per i dirupi, una grande piazza in basso a cavallo di una fiumara, e antichi fabbricati ecclesiastici che coronano in più punti, come acropoli barocche, il semicerchio delle altitudini…

 

Chiesa di San Bartolomeo Apostolo risale ai primi anni del XV secolo

CARI LETTORI DI NOMADELANDIA, oggi torniamo nella mia magica terra: La Sicilia, terra di arte e cultura.

Rimaniamo proprio vicino casa mia, nella Sicilia orientale.

Io in queste zone ho passato tantissime delle mie estati.

Questa volta mi sono fatta aiutare dal fotoreporter BARTOLOMEO TROVATO cittadino di SCICLI: la fantastica citta’ Barocca.

Chiesa di San Bartolomeo Apostolo risale ai primi anni del XV secolo.

 

Scicli è una ridente città della Provincia di Ragusa, città dallo stile tardo barocca è stata inserita nella lista dei Patrimoni dell’umanità dell’ UNESCO nel 2002.
Città ricchissima d’interesse storico culturale, tantissime chiese di cui buona parte ancora aperte al culto,
Il territorio di Scicli ha il litorale più lungo fra tutti i comuni della provincia di Ragusa circa 30 i chilometri di fascia costiera che si estende dalla Riserva naturale del fiume Irminio (playa Grande) fino allo stabilimento del Pisciotto subito dopo la spiaggia di Sampieri.
Ricca di tradizioni e feste Religiose e folkloristiche 

Scicli panorama visto dal Colle San Matteo

la più importante su tutte ” La Santa Pasqua ” con l’uscita a spalla della statua lignea del Cristo Risorto per noi Sciclitani ” Gioia”, la festa richiama a Scicli una decina di migliaia di persona da tutte le parti del mondo, altra festa religiosa riconosciuta e inserita nelle feste regionali Siciliani è la Madonna delle Milizie (ultimo Sabato di Maggio), la Madonna Maria delle Milizie è un’amazzone a cavallo di un bianco destriero che nel fatto d’armi del 1091 scacciò i mori dell’emiro Belcane liberando la Scicli del conte Ruggero D’Altavilla dalla tirannia.

La statua del Cristo Risorto chiamato dai devoti Gioia.

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In primavera la festa di San Giuseppe (19 marzo) con la famosissima Cavalcata che rappresenta la fuga della sacra famiglia in Egitto, tantissimi cavalli con filari di campane al collo e bardati con manti di fiori del tipo violaciocca (in dialetto Balucu),con in groppa e a seguito cavalieri vestiti in abiti tipici siciliani girano le vie del paese con in testa al corte un asinello con la Madonna san Giuseppe e il Bambin Gesù (impersonati da abitanti del luogo), in diversi punti dei quartieri cittadini dei grossi falò illuminano il passaggio del corteo, dopo il passaggio si inizia con le grigliate di carne, salsiccia, carciofi il tutto innaffiato da buon vino.

Il colle San Matteo e l'omonima Chiesa simbolo di scicli e chiesa madre fino al 1874

La città di Scicli quest’anno è stata la seconda città dopo Taormina per numero di turisti in visita, buona parte di questo successo è merito delle numerose serie televisive e film cinematografici che sono stati girati in questo set naturale, il primo su tutti la serie televisiva di RAI Uno “Il commissario Montalbano” e il film successo di Alessia Scarso (Modicana) ” Italo ” uscito nelle sale cinematografiche di tutto il mondo nel 2015.
Scicli e le sue borgate vantano tantissime opzioni ricettive, Hotel e Ospitalità diffusa il tutto di eccellente rapporto qualità prezzo.

Ricettività in zona ( Dove dormire?)

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Donnalucata Hotel Acquamarina **** Servizi confort: Aria condizionata,frigobar,asciugacapelli, cassaforte,lavanderia,parcheggio gratuito, a richiesta quotidiani in camera, massaggi in camera, teli mare
Posizionato sugli scogli del golfo di Donnalucata e adiacente alla spiaggia di Ponente, ha 22 camere in due piani serviti da ascensore, la colazione viene servita al terzo piano in una suggestiva e inimitabile terrazza sul mare con bel vedere sulla costa, l’hotel offre solo la formula B&B, ampio parcheggio adiacente non custodito, prato all’inglese attrezzato con ombrelloni, sedie sdraio e servizio doccia, il prato è adiacente alla spiaggia libera in fine sabbia dorata.
Viale della Repubblica, 9 – 97018 Scicli (RG)
info line : tel +39 0932 937922 fax 0932 937615
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Hotel Zafran Donnalucata **** 
Indirizzo: Via Luigi Pirandello, 47, Donnalucata, Scicli RG
Telefono:0932 937007

Donnalucata Ospitalità diffusa nel borgo, fuori borgo nel mare e in periferia vista mare.

Scicli Hotel  Novecento ****
Ambienti di Lusso BAROCCO
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​centro storico dietro la famosissima via F. Mormino Penna cuore del Barocco proprietà dell’umanità bene dell’Unesco.

Via Duprè, 11 – 97018 Scicli (RG)
Telefono: +39 0932 843817 – Fax 0932 835213
P.IVA: 01305910885 – info@hotel900.it – Cookie Policy

DOVE MANGIARE?
Scicli OSTERIA DEL PONTE ottimo locale con eccellenti referenze
 OSTERIA DEL PONTE
Indirizzo: Via Aleardo Aleardi, 24, 97018 Scicli RG
Telefono:0932 831713
OSTERIA DEI TRE COLLI
 (locale molto frequentato dai numerosi Vip in visita a Scicli)
 LOCANDA TR
Scicli centro storico con panoramica sulla bellissima piazza Italia
Indirizzo: Piazza Italia, 14, 97018 Scicli RG
Telefono:0932 931605
CARI LETTORI per voi la chicca: una vera sciccheria una creperia al centro storico, locale riconosciuto da organo sanitario di controllo e da associazione celiaca.
 
Creperia ZeroNove StreetFood Scicli 
​Menù Vegano, vegetariano, gluten free, dietetico, np lattosio e 150 varietà dcrepes 

Punto Pizza

Ristorante

Indirizzo: Via Belfiore, 71, 97018 Scicli RG
Telefono:0932 932061
Dolceria Giannone
negozio in centro storico apprezzatissimo dai turisti in visita a Scicli disponibile anche online.
FRUTTA
Indirizzo: Corso Garibaldi, 29, 97018 Scicli RG
Telefono:0932 932395
Grazie di cuore al fotoreporter Bartolomeo Trovato, per aver realizzato l’articolo e per averlo arricchito con le bellissime foto che ha scattato personalmente. Grazie perchè con queste immagini mi hai riportato nei luoghi della mia infanzia.
Per ringraziare te e per tutti i miei corregionali un pezzo tratto dagli scritti ne NOSTRO Camilleri:
“Ho imparato a mettermi interiormente in movimento… Ho imparato a diventare un ERRANTE, un NOMADE, a riprendere movimento a sentire di non avere più fissa dimora. Sento che il mondo intero è ormai la mia casa. Ho imparato ad accettare mete provvisorie, a mettermi in viaggio verso mete non chiare… VOGLIO COGLIERE E ASSAPORARE OGNI POSSIBILE SFUMATURA della BELLEZZA di questo mondo e di questa vita finchè mi è dato di farlo, senza risparmi, con generosità, senza egoismi, spinti solo dalle correnti e dai venti e dalla voglia di scoprire territori inesplorati”.
GRAZIE DI CUORE
MARIKA

La città dei Rubini: IL MYANMAR

Era una mattina di lavoro come le altre quando la manager mi chiamò in ufficio e mi disse : ” Marika! you are going to desembark in Sydney In AUSTRALIA at 31-01-2015″.

Ebbene si cari lettori di Nomadelandia, la vita è una serie di coincidenze incastonate tra di loro, cosi’ proprio quando il mio contratto era giunto quasi al termine, la mia compagnia decise di mandarmi su un’altra nave.

Sapevo solo che avrei lasciato la mia nave  in Australia, non avevo idea di dove dovessi andare, una sorta di missione segreta.

Una manager che si ammala e la mia sostituzione in una nave posizionata in ASIA, una collega mi avvisa proprio da quella nave e mi comunica il giorno di imbarco nel MYANMAR in Birmania.

Mah io questa Birmania l’avevo sentita nominare solo nei film di guerra di Rocky e permettetemi l’ignoranza, ma io non avevo idea di come fosse fatta.

Nella mia prima nave tutti mi dicevano: “Abbiamo saputo che vai via  e dove vai?” io dicevo: ” in Birmania nel MYANMAR” e loro rispondevano. “ooooooo LA CITTA’ DEI RUBINI”.

Accettai l’incarico e cosi’ sono partita da Sydney ad Hong Kong da Hong Kong al Myanmar a YANGON.

Un viaggio interminabile con la Cathay Pacific, una compagnia aerea che consiglio a tutti voi nel caso in cui deciderete di intraprendere un viaggio in Asia.

Arrivai in Birmania alle due di notte, ottenni un visto per rimanere nel loro paese ( 50 dollari in aereporto).

Uscita fuori dall’ aereporto trovai un uomo bizzarro che indossava una gonna tutta dorata e teneva in mano un cartello con il mio nome.

Inutile dirvi cari lettori che la comunicazione con quell’uomo fu impossibile. Faceva caldo, avevamo 45 minuti di strada prima di arrivare al mio hotel. Tenevo il finestrino del taxi aperto e a bocca aperta guardavo tutto l’oro che mi circondava in quella città che mi lasciava attonita.

Il mio hotel a YANGON era bellissimo: anche li’ tutto era fatto con l’oro

HOTEL BEST WESTERN, Green Hill Hotel, Pho Sein Road, Tamwe Township, Yangon.

Suite  più abbondante colazione: 158,62 dollari a persona.

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E cosi la mattina mi sono risvegliata e dalla finestra ho visto questa

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Signori e Signori la Pagoda più grande del Myanmar: LA PAGODA DI SHWEDAGON alta più di 100 metri.

La leggenda racconta che il Principe Siddharta stava attendendo Buddhahood, quando gli fecero visita  i due fratelli Tapussa e Bhallika, mercanti dal Myanamar che hanno offerto come regalo un dolce di miele.

In ritorno da questo viaggio Buddha personalmente ha rimosso otto capelli dalla sua testa e li ha donati ai due fratelli per portarli nella loro città di nascita OKKALAPA che oggi sarebbe la città di YANGON.

Al loro ritorno, i due fratelli presentarono i capelli di Buddha al re di OKKALAPA che ha fatto costruire la Pagoda e ha inserito otto capelli vicini con i resti del primo Buddha. Da li’ venne  eretta la Pagoda di Shwedagon, composta da 3154 cinture d’oro e 79569 tra diamanti e pietre preziose.

Avevano mandato Marika nella patria del buddismo e io non lo avevo ancora realizzato.

 

Era meravigliosa la Birmania, era un museo ovunque io andassi.

La sera dopo una cena a base di pesce e spaghetti di riso, io e il mio collega Thomas un Ungherese ci siamo avviati subito nella Pagoda di Shwedagon.

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Mi sembrava tutto assolutamente giunonico e irreale.

Quante scale c’erano per arrivare nella piazza centrale della Pagoda? Io non le ho sapute contare, erano tantissime e tutte ricamate in oro.

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Ovunque c’erano i monaci buddisti…

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Anche io mi sono messa in preghiera….

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Le scarpe vanno lasciate all’entrata, è vietato indossarle all’interno della Pagoda.

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Cari lettori per immaginare la Pagoda dovete pensare ad un’enorme chiesa, ma all’aperto, con una centinaia di templi dedicati a più di 1000 statue di buddha.

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E se in Groenlandia mi colpiva il silenzio, dentro la PAGODA era il canto che mi entrava dentro.

La gente del Myanmar camminava all’interno della Pagoda, portando mazzi di fiori profumati e intonando delle preghiere sacre dedicate a Buddha.

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Immaginate un paese fatto d’oro dove si praticava la meditazione. L’interno era cosi’ immenso.

Era tutto cosi’ sacro, meraviglioso e rilassante.

Ero nel mio mondo, quelle canzoni mi entravano dentro, ad ogni passo scoprivo un nuovo buddha e mi lasciavo ammagliare dalla sacralità dei monaci tibetani.

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Fotografavo tutti I MONACI che incontravo, mi trasmettevano pace interiore.

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All’interno della Pagoda troverete tanti negozi dove vendono incensi, fiori e pietre preziose.

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La mia nave si fermò a YANGON tre giorni e due notti, ottenuto un giorno libero, ho iniziato a girovagare per le vie della città.

I taxi costano pochissimo. Sono un pò sporchi. Ma insomma la città in generale non eccelle proprio per pulizia.

Sono andata  a vedere il Buddha più grande della città

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A YOUNG con 15 dollari fate un pranzo completo in hotel di alto livello.

Se vi perdete nei mercati della città non dimenticate di comprare i sigari

( una mia passione) con  5 dollari ne comprate dieci.

Quei sigari sono speciali, sono fatti con delle foglie verdi, si chiamano Cheerot.

In Birmania anche il fumo ha un legame con la spiritualità.

Nelle colline della Birmania si organizzano ancora dei riti prebuddisti con richiamo al periodo dell’animismo.

L’animismo è ancora diffuso in quelle regioni e consiste nella credenza degli spiriti. E cosi’ in questi banchetti i danzatori fumano i Cheerot, il cui fumo li mette in contatto con l’altro mondo.

Con meno di 10 dollari vi pagherete un massaggio birmano ( decente).

Fate attenzione ai centri massaggio perchè molti sono brutti da vedere.

Noi rubini non ne abbiamo comprati ma in compenso ci siamo presi le famose statue del buddha di Giada.

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Il ricordo più bello che ho portato a casa è proprio la collana di giada, questa pietra in Birmania costa poco.

Questa notte vi lascio con una frase Buddista di un libro comprato a Singapore:

“QUANDO INCONTRERO’ UNA PERSONA DALLA NATURA CATTIVA

CHI E’ SOPRAFFATTO DA CATTIVA ENERGIA E DA UN’INTENSA SOFFERENZA

LA TERRO’ CON ME COME FOSSE UNA COSA RARA

COME SE AVESSI TROVATO UN TESORO PREZIOSO”.

Buona notte cari lettori.

Marika