La citta’ dei rubini: IL MYANMAR

Era una mattina di lavoro come le altre quando la manager mi chiamò in ufficio e mi disse : ” Marika! you are going to desembark in Sydney In AUSTRALIA at 31-01-2015″.

Ebbene si cari lettori di Nomadelandia, la vita è una serie di coincidenze incastonate tra di loro, cosi’ proprio quando il mio contratto era giunto quasi al termine, la mia compagnia decise di mandarmi su un’altra nave.

Sapevo solo che avrei lasciato la mia nave in Australia, non avevo idea di dove dovessi andare, una sorta di missione segreta.

Una manager che si ammala e la mia sostituzione in una nave posizionata in ASIA, una collega mi avvisa proprio da quella nave e mi comunica il giorno di imbarco nel MYANMAR in Birmania.

Mah io questa Birmania l’avevo sentita nominare solo nei film di guerra di Rocky e permettetemi l’ignoranza, ma io non avevo idea di come fosse fatta.

Nella mia prima nave tutti mi dicevano: “Abbiamo saputo che vai via e dove vai?” io dicevo: ” in Birmania nel MYANMAR” e loro rispondevano. “ooooooo LA CITTA’ DEI RUBINI”.

Accettai l’incarico e cosi’ sono partita da Sydney ad Hong Kong da Hong Kong al Myanmar a YANGON.

Un viaggio interminabile con la Cathay Pacific, una compagnia aerea che consiglio a tutti voi nel caso in cui deciderete di intraprendere un viaggio in Asia.

Arrivai in Birmania alle due di notte, ottenni un visto per rimanere nel loro paese ( 50 dollari in aereporto).

Uscita fuori dall’ aereporto trovai un uomo bizzarro che indossava una gonna tutta dorata e teneva in mano un cartello con il mio nome.

Inutile dirvi cari lettori che la comunicazione con quell’uomo fu impossibile. Faceva caldo, avevamo 45 minuti di strada prima di arrivare al mio hotel. Tenevo il finestrino del taxi aperto e a bocca aperta guardavo tutto l’oro che mi circondava in quella città che mi lasciava attonita.

Il mio hotel a YANGON era bellissimo: anche li’ tutto era fatto con l’oro

HOTEL BEST WESTERN, Green Hill Hotel, Pho Sein Road, Tamwe Township, Yangon.

Suite più abbondante colazione: 158,62 dollari a persona.

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E cosi la mattina mi sono risvegliata e dalla finestra ho visto questa

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Signori e Signori la Pagoda più grande del Myanmar: LA PAGODA DI SHWEDAGON alta più di 100 metri.

La leggenda racconta che il Principe Siddharta stava attendendo Buddhahood, quando gli fecero visita i due fratelli Tapussa e Bhallika, mercanti dal Myanamar che hanno offerto come regalo un dolce di miele.

In ritorno da questo viaggio Buddha personalmente ha rimosso otto capelli dalla sua testa e li ha donati ai due fratelli per portarli nella loro città di nascita OKKALAPA che oggi sarebbe la città di YANGON.

Al loro ritorno, i due fratelli presentarono i capelli di Buddha al re di OKKALAPA che ha fatto costruire la Pagoda e ha inserito otto capelli vicini con i resti del primo Buddha. Da li’ venne eretta la Pagoda di Shwedagon, composta da 3154 cinture d’oro e 79569 tra diamanti e pietre preziose.

Avevano mandato Marika nella patria del buddismo e io non lo avevo ancora realizzato.

Era meravigliosa la Birmania, era un museo ovunque io andassi.

La sera dopo una cena a base di pesce e spaghetti di riso, io e il mio collega Thomas un Ungherese ci siamo avviati subito nella Pagoda di Shwedagon.

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Mi sembrava tutto assolutamente giunonico e irreale.

Quante scale c’erano per arrivare nella piazza centrale della Pagoda? Io non le ho sapute contare, erano tantissime e tutte ricamate in oro.

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Ovunque c’erano i monaci buddisti…

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Anche io mi sono messa in preghiera….

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Le scarpe vanno lasciate all’entrata, è vietato indossarle all’interno della Pagoda.

 

Cari lettori per immaginare la Pagoda dovete pensare ad un’enorme chiesa, ma all’aperto, con una centinaia di templi dedicati a più di 1000 statue di buddha.

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E se in Groenlandia mi colpiva il silenzio, dentro la PAGODA era il canto che mi entrava dentro.

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La gente del Myanmar camminava all’interno della Pagoda, portando mazzi di fiori profumati e intonando delle preghiere sacre dedicate a Buddha.

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Immaginate un paese fatto d’oro dove si praticava la meditazione. L’interno era cosi’ immenso.

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Era tutto cosi’ sacro, meraviglioso e rilassante.

Ero nel mio mondo, quelle canzoni mi entravano dentro, ad ogni passo scoprivo un nuovo buddha e mi lasciavo ammagliare dalla sacralità dei monaci tibetani.

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Fotografavo tutti I MONACI che incontravo, mi trasmettevano pace interiore.

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All’interno della Pagoda troverete tanti negozi dove vendono incensi, fiori e pietre preziose.

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La mia nave si fermò a YANGON tre giorni e due notti, ottenuto un giorno libero, ho iniziato a girovagare per le vie della città.

I taxi costano pochissimo. Sono un pò sporchi. Ma insomma la città in generale non eccelle proprio per pulizia.

Sono andata a vedere il Buddha più grande della città

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A YOUNG con 15 dollari fate un pranzo completo in hotel di alto livello.

Se vi perdete nei mercati della città non dimenticate di comprare i sigari

( una mia passione) con 5 dollari ne comprate dieci.

Quei sigari sono speciali, sono fatti con delle foglie verdi, si chiamano Cheerot.

In Birmania anche il fumo ha un legame con la spiritualità.

Nelle colline della Birmania si organizzano ancora dei riti prebuddisti con richiamo al periodo dell’animismo.

L’animismo è ancora diffuso in quelle regioni e consiste nella credenza degli spiriti. E cosi’ in questi banchetti i danzatori fumano i Cheerot, il cui fumo li mette in contatto con l’altro mondo.

Con meno di 10 dollari vi pagherete un massaggio birmano ( decente).

Fate attenzione ai centri massaggio perchè molti sono brutti da vedere.

Noi rubini non ne abbiamo comprati ma in compenso ci siamo presi le famose statue del buddha di Giada.

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Il ricordo più bello che ho portato a casa è proprio la collana di giada, questa pietra in Birmania costa poco.

Questa notte vi lascio con una frase Buddista di un libro comprato a Singapore:

“QUANDO INCONTRERO’ UNA PERSONA DALLA NATURA CATTIVA

CHI E’ SOPRAFFATTO DA CATTIVA ENERGIA E DA UN’INTENSA SOFFERENZA

LA TERRO’ CON ME COME FOSSE UNA COSA RARA

COME SE AVESSI TROVATO UN TESORO PREZIOSO”.

Buona notte cari lettori.

Marika

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